“Latte di ragno” di Jessica Ravera

La trama:

Asia, giovane ragazza bellissima, sensuale, graffiante, con una vita spregiudicata in una Milano dalle mille fragili chimere, viene costretta dai genitori, una sorta di caricature impersonali e grottesche, a trascorrere le sue vacanze estive nel paesino di mare della nonna, teatro della sua infanzia dolce e non ancora corrotta. Il contrasto fra presente e passato, le crisi depressive, il desiderio di emozioni a ogni costo, la porteranno a un intenso spaccato della sua vita, scandito da profonde e distruttive autoanalisi ed effimere ricerche di piacere.

Il mio commento:

“L’estate era finita, io sorgevo di nuovo, per la prima ed ennesima volta.”

L’autrice di questo libro è più grande della protagonista del romanzo, ma non troppo distante da lei come età tanto da essere riuscita a narrare in prima persona come si può essere nello stesso tempo fragili ed estremi nelle emozioni a 17 anni…

Published in: on 6 aprile 2012 at 11:10  Lascia un commento  

“La sindrome di Rubens” di Antonia Iolanda Cudil

LA TRAMA

Durante la visita al museo Thyssen Bornemisza di Madrid, Lidia si ferma a guardare un’opera di Rubens, vicino a lei c’è un giovane che pare affascinato quanto lei dal quadro. Un visitatore come un altro, uno sconosciuto da cui viene irresistibilmente attratta. Quello che fanno nel museo non è previsto, né logico ma è reale come la passione che li travolge. Lui non parla la sua lingua, le lascia solo un nome e un indirizzo mail. Non è il suo, è quello di un famoso professore di storia dell’arte, Matthias Sallmann. Il professore sostiene una teoria chiamata sindrome di Rubens che scatenerebbe i sensi di alcune persone, portandole a essere travolte dalla passione più sfrenata. Lidia pensa di esserne stata colpita e scrive a Sallmann per avere informazioni. Incontrerà così il professore ma anche lo sconosciuto del museo. Da loro imparerà a indagare le misteriose vie che legano l’eros all’arte.

IL MIO COMMENTO:

“Non sapeva nemmeno chi era, non sapeva nemmeno come si chiamava, l’ultima cosa che aveva pensato venendo ad ascoltare il suo dotto fratello era che avrebbe fatto l’amore con una sconosciuta: chissà che avrebbe detto Matthias se l’avesse saputo?”

Quando ho visto che questo romanzo aveva una lunghezza media ho deciso di iniziarlo subito… o meglio prima ho fatto una breve ricerca su google per vedere se la sindrome del titolo esiste veramente o era frutto dell’immaginazione dell’autrice… e così ho scoperto che esiste davvero e che i quadri e le sculture soprattutto quelli più sensuali come per esempio le opere di Rubens e di Canova possono realmente suscitare in chi le guarda delle fantasie erotiche e persino spingere due persone ad avere un breve momento di rubata intimità nella sala semivuota di un museo come accade ai due protagonisti di questo libro… Un romanzo erotico (per le scene hot che non mancano fin dai primi capitoli), ma anche rosa (per il finale che non vi svelo, altrimenti vi tolgo la curiosità di leggerlo) e infine un libro sul rapporto tra i quadri e chi li osserva e “se ne innamora” (la protagonista, Lidia, di professione fotografa, ama i pittori impressionisti tanto che a scatenare le sue fantasie non sarà un nudo di Rubens, ma uno sfumato paesaggio invernale di Sisley) scritto con uno stile scorrevole e a tratti ironico.

http://www.anobii.com/books/La_sindrome_di_Rubens/9781471629860/0154ae0aa57678ea06/

Published in: on 1 aprile 2012 at 21:51  Commenti (3)  

Romancing Miss Bronte di Juliet Gael

LA TRAMA:

Nascere donna nell’Inghilterra dell’Ottocento significava non avere quasi alcuna possibilità di fama e successo. Nascere donna in uno sperduto villaggio di campagna dello Yorkshire, in una famiglia numerosa, rendeva le cose ancora più difficili. Ma Charlotte, Emily e Anne Brontë erano donne dotate di un talento letterario fuori dal comune, e ne erano ben consapevoli. Fu così che non si fermarono davanti ai pregiudizi dell’epoca e sfidarono il mondo. Fu così che, nel 1847, i tre fratelli Ellis, Acton e Currer Bell, pseudonimi dietro i quali si nascondevano le tre sorelle, pubblicarono presso due note case editrici londinesi i loro romanzi, che scossero il mondo editoriale e culturale del Paese. Eppure questo evento così importante non cambiò la vita delle Brontë che, nascoste dietro un anonimato tenacemente difeso, continuarono a vivere nell’isolamento e nella dolorosa solitudine di Haworth, sognando e scrivendo meravigliose avventure. In un mélange di realtà storica e di finzione narrativa, questo romanzo ricostruisce la vita, le passioni, le delusioni, le glorie, i sogni, le difficoltà e gli amori di Charlotte e, accanto a lei, di Emily e Anne, regalandoci un ritratto del tutto inedito delle più famose sorelle della storia della letteratura di tutti i tempi.

IL MIO COMMENTO:

L’autrice è stata brava nel raccontare come l’immaginazione e la scrittura siano riuscite a cambiare la vita di tre sorelle di modeste condizioni vissute nell’Inghilterra dell’epoca vittoriana… leggendolo ho avuto la sensazione che l’autrice abbia romanzato molto poco la vita delle sorelle Bronte e che al contrario abbia cercato di mettersi nei loro panni e di rendere in modo realistico l’atmosfera in cui sono vissute…

Published in: on 29 marzo 2012 at 10:47  Lascia un commento  

Il mistero dell’ermellino di Giuse Iannello

LA TRAMA:

Classe 1954. Durante una cena organizzata in un incantevole luogo per festeggiare i cinquant’anni di un’intera generazione, Marisa ha l’occasione di incontrare ex compagni dell’adolescenza con cui è rimasta più o meno in contatto. Tra una portata e l’altra, Marisa ripercorre tutta la sua vita dal suo primo amore, Marco, fino alla sua maturità. Una vita che, apparentemente stabile grazie alla sicurezza di un lavoro, ma priva di quelle sensazioni che si sognano da giovani, subisce un repentino cambiamento dopo l’incontro con Camillo Bardogli, noto industriale in pensione appassionato di storia e collezionista d’arte. La proposta di Camillo apre a Marisa la strada verso una ricerca tanto complessa quanto affascinante iniziata con il ritrovamento di un’antica pergamena. Cosa si cela dietro “La dama con l’Ermellino” di Leonardo e quali misteri avvolgono la figura di Ludovico il Moro?

IL MIO COMMENTO:

Un romanzo che si muove tra passato e presente perché alla vita e alle riflessioni della protagonista (Marisa) divisa tra due uomini diversi tra loro tra cui in fondo non riesce a scegliere si affianca il mistero di una pergamena del 1509 ritrovata durante dei lavori di restauro… non svelo di più per non rovinare la sorpresa agli altri lettori…

Personalmente credo che il senso del libro stia in questa riflessione di Marisa:

“Ogni volta che le capitava di entrare nell’antico maniero, l’accoglieva una sensazione di familiarità, quasi un ritorno a casa.
E inevitabilmente ogni pietra, ogni angolo, ogni affresco le raccontavano la loro storia: gli amori, le lotte, i dolori di cui erano stati testimoni.
Quasi poteva sentire l’alito vitale degli antichi abitanti aggirarsi ancora tra le grandi stanze vuote, che mantenevano tuttavia traccia del passato splendore.”

Un’ultima annotazione… ho apprezzato l’idea davvero originale di dividere il libro in 8 parti che corrispondono alle parti un pranzo dall’aperitivo al caffé finale con la protagonista cinquantenne che ad un ritrovo di nati nel 1954 fa un lucido bilancio della propria vita…

Published in: on 22 marzo 2012 at 10:55  Lascia un commento  

“La ragnaia dell’uccelara”: una storia di amore e morte nella Signa del 1600

Sei Della Piana – La ragnaia dell’uccellara

Titolo La ragnaia dell’uccellara
Autore Sei Della Piana
Prezzo € 14,00
Dati 2011, 224 p., brossura
Editore Masso delle Fate (collana Impronte)

http://www.ibs.it/code/9788860392268/sei-della-piana/ragnaia-dell-uccellara.html

Descrizione
Un antico manoscritto ritrovato nell’archivio parrocchiale di Santa Maria in Castello racconta l’amore di due ragazzi travolti dalla passione in giovanissima età. Ma l’epoca in cui vivono è il Seicento, i matrimoni si combinano per interessi familiari. I due innamorati sono subito separati. Famiglie fiorentine di antica nobiltà si trovano coinvolte nella vicenda, che si sviluppa tra Signa e Firenze. Dalla lettura del manoscritto è nato il romanzo, che ha permesso alle autrici di ricostruire i luoghi, gli ambienti sociali, gli usi del tempo, fra il contado di Signa e i palazzi fiorentini. E soprattutto di vivere e condividere le vicissitudini di Giovan Battista Cavalcanti e Maddalena Del Rosso.

IL MIO COMMENTO:

Un manoscritto del 1791 ritrovato in un archivio parrocchiale a Signa presso a Firenze ha fornito alle sei autrici di questo libro unite dal far parte di un gruppo di scrittura creativa l’idea per scrivere un romanzo storico che rievoca una vicenda vera del 1652: la morte violenta di due giovani amanti Maddalena Del Rosso e Giovan Battista Cavalcanti.
Innamoratisi da adolescenti, ma costretti dalle convenzioni dell’epoca a sposare altre persone, non riescono tuttavia a rinunciare all’affinità e all’attrazione reciproche andando purtroppo incontro lentamente ad un triste epilogo.
La narrazione è condotta in terza persona, ma le autrici sono state abili nel delineare sentimenti, paure, ipocrisie non solo dei due protagonisti, ma anche dei personaggi che li circondano: familiari, servitori, personaggi della corte fiorentina. Ad un certo punto il lettore si illude che l’ipocrisia che regnava all’epoca possa in qualche modo proteggere i due amanti perché non è nell’interesse di nessuno far emergere la loro relazione, ma purtroppo Maddalena e Giovan Battista vivono anche in un mondo in cui bastava poco per ricordarsi della morale pubblica di matrice controriformistica e condannare chi non la rispettava…

Published in: on 6 marzo 2012 at 19:07  Lascia un commento  

Due romanzi interessanti di due autrici esordienti…

 

LA CHIAVE AMARANTO DI ANNA TASINATO:

 

“Mi aveva preparato il sangue. E mi faceva piacere. Era il suo modo per dirmi che non lo spaventavo più, che aveva accettato la mia diversità.”

 
Il tema dei vampiri è indubbiamente inflazionato nell’urban fantasy, ma proprio per questo l’autrice è stata brava nel creare una storia abbastanza innovativa e originale, grazie secondo me a due scelte decisive: scrivere un testo destinato ad un pubblico adulto e non adolescenziale e far prevalere l’elemento giallo su quello rosa… è vero che il rosa non manca e che una storia d’amore tra un immortale e un umano sembra imprescindibile in questo tipo di romanzi, però, è una storia che affianca la componente poliziesca, senza sovrastarla.
 
EVELINE DI VANIA
 

“Non vedeva i suoi genitori da quasi 3 mesi. La lettera che aveva spedito loro sperò arrivasse il più presto possibile, magari contemporaneamente al suo ritorno in famiglia. Chissà quale tormento dovevano aver passato da quel giorno di inizio gennaio?”

Rapita per una questione di eredità che lei neppure immagina a soli 18 anni Evelina si trova caricata su una nave contro la sua volontà e sbalzata dalla nativa Irlanda negli Stati Uniti nel pieno della guerra di indipendenza… per fortuna arriverà il bel capitano Ashworth a salvarla e ad innamorarsi di lei…

Un rosa storico di un’autrice emergente scorrevole e ambientato in un contesto insolito che in questa seconda edizione si presenta più coerente e curato stilisticamente grazie al paziente lavoro di revisione svolto dall’autrice…

Published in: on 9 febbraio 2012 at 11:13  Lascia un commento  

Fieno e carote di Samanta Catastini

LA TRAMA:

Clarissa viene trascinata dall’amica Noemi a una festa in un bell’allevamento di cavalli Quarter Horse dove attirerà le attenzioni di Antonio, l’affascinante e ricco proprietario della struttura. Deciderà di assecondare le sue avances solo per poter rivedere Edera, una cavalla ormai avanti con l’età e addirittura zoppa, ma bella come una puledra. Durante una fiera equestre conoscerà Dante, un maniscalco, che la supporterà nella sua folle decisione di salvare Edera da un triste destino. Inizierà una forte amicizia, condita dalla stessa passione per gli animali e da un futuro progetto da sviluppare in comune.

IL MIO COMMENTO:

Un libro breve e avvincente che ho cominciato per curiosità e ho finito in un pomeriggio perché la storia anche se semplice e lineare mi ha coinvolta davvero molto in quanto traspariva dalle pagine tutto l’amore dell’autrice per gli animali e in particolare per i cavalli.
All’inizio la protagonista Clarissa è abbastanza lontana dal mondo “agonistico” dei cavalli, poi, andando ad una cena con un’amica, conosce Antonio, ricco e, secondo la sua amica Noemi, affascinante allevatore di cavalli e soprattutto conosce una cavalla di nome Edera che essendo rimasta zoppa non può più gareggiare nell’ambito del reining e verrà destinata a essere una “fattrice”.
Clarissa non è però interessata ai soldi di Antonio né al mondo delle gare, perché per lei i cavalli sono creature viventi con le loro emozioni e anche le loro sofferenze e l’idea che finita la loro carriera sportiva o divenuti troppo vecchi possano finire sul banco di un macellaio la fa inorridire.
E sentimenti simili prova anche Dante un maniscalco che lavora per diversi allevamenti tra cui anche quello di Antonio…
Non vi racconto altro per non esagerare con lo spoiler, aggiungo solo che mi hanno colpito in questo romanzo la sensibilità estrema di Clarissa e anche il fatto che l’autrice abbia nelle parti in corsivo dato voce alla cavalla Edera: un espediente narrativo originale ed efficace che fa entrare anche il lettore nei pensieri di quella che in fondo si può considerare la vera protagonista di questo libro.

Published in: on 3 gennaio 2012 at 19:10  Commenti (1)  

La nuova edizione di “Eveline” di Vania

Irlanda-Colonie Inglesi, 1775 Rapita dalla propria casa, Eveline, diciassettenne irlandese, affronterà un viaggio le cui circostanze le causeranno la perdita della memoria. Giunta in una casa da gioco di Savannah, solleverà la pietà del capitano Maximilian Ashworth, che la aiuterà a fuggire. Costretta a fidarsi di lui, abbandonerà la diffidenza iniziale per cedere ai propri sentimenti, ma la lotta delle colonie inglesi per l’indipendenza rischierà di allontanare i due innamorati, ostacolati anche dal rapitore di Eveline. Riuscirà Maximilian a proteggere la sua donna in un paese sull’orlo della rivoluzione?

http://www.lulu.com/product/a-copertina-morbida/eveline-seconda-edizione/18700444?productTrackingContext=search_results/search_shelf/center/1

Published in: on 29 novembre 2011 at 14:05  Lascia un commento  

I fantasy di due autrici emergenti: Paola Boni e Daniela Leone…

LE NINFE DI ALYARI DI DANIELA LEONE:

TRAMA:

Kelagar è una diciassettenne di Sevinia, introversa e solitaria. Reelia vive nella capitale delle vallate, Serenella. Loki viene dal nord, quasi al confine con le colline. Tre persone che hanno poco in comune tra loro o con le manovre militari dei nani. Ma quello che accade sui monti unirà le loro strade e turberà l’esistenza delle Ninfe dei boschi. In che modo la dea Alyari li guiderà verso la sfida che li attende? Chi si cela dietro l’imminente pericolo che minaccia la terra di Ghyoron?

IL MIO COMMENTO:

“Vuoi che ti riveli la verità sul tuo passato, non è così? Non occorre che parli, conosco la risposta. Ti accontenterò” disse Auriel “ma in cambio dovrai fare una cosa per me.”
Un fantasy originale e abbastanza scorrevole… l’unico difetto è per me come lettrice il finale davvero troppo aperto… dopo 219 pagine speravo in una scena più conclusiva e risolutiva e, invece, adesso, come in ogni saga che si rispetti, toccherà aspettare il seguito…

BLACK ANGEL DI PAOLA BONI:

LA TRAMA:

Paola aveva sempre sentito di essere diversa. A dargliene la conferma sarà Lucas, affascinante e potente Lord della comunità di vampiri da secoli stabilitasi nella città di Roma. Spaventata da quell’essere che promette di svelarle l’oscuro segreto nascosto dentro di lei, segreto che potrebbe mettere in pericolo la sua stessa vita, Paola tenterà di opporsi con decisione a ogni suo tentativo di seduzione. Ma quando dal passato di Lucas emergerà un antico rivale, nel mezzo di una guerra per la supremazia capirà che a volte l’unica strada possibile da percorre è quella del sangue…

IL MIO COMMENTO:

L’autrice ha saputo reinventare il classico urban fantasy con vampiri destinato ad un publico adolescenziale creando un’originale e maliziosa sovrapposizione tra autrice e protagonista del romanzo, tanto che, pur sapendo che si tratta di un’invenzione, ho chiuso il libro con la sensazione che l’autrice appartenesse davvero all’antica comunità di vampiri della città di Roma!!!

Published in: on 23 novembre 2011 at 11:25  Lascia un commento  

“I draghi dei Visconti” di Francesca Romana D’Amato

TRAMA:

Romanzo fantasy ambientato tra il lago Maggiore, il lago d’Orta e Milano nella prima metà del 1300.
La corte unseelie di Milano fronteggia la fine dell’era della cavalleria e l’arrivo della società mercantile. La famiglia Visconti utilizza i frati predicatori (domenicani) per propagandare il nuovo status di signori di Milano. I draghi alpini assistono alla sparizione delle loro uova e all’allevamento dei loro cuccioli da parte di Azzone Visconti.

IL MIO COMMENTO:

Tra fantasy e romanzo storico… l’autrice immagina infatti che Azzone Visconti, fratello di Filiberto signore di Milano, tra il 1322 e il 1323 rubi delle uova di drago per allevare dei “draghetti” da usare in giostre tra cavalieri, ma anche in eventuali guerre… per ora sono ad un terzo circa del libro e la storia mi sembra innovativa e originale…

Published in: on 29 ottobre 2011 at 10:50  Lascia un commento  
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