Gli amori della contessa Giulia di Cristina Contilli Librostampa-Caravaggio Editore

La vita e gli amori della contessa di origine russa, Giulia, sposata a un profugo ungherese, s’intrecciano sullo sfondo delle lotte per l’unificazione italiana, svelando non solo gli aspetti privati e intimi dei personaggi storici che vi parteciparono ma anche alcuni particolari, come la presenza appunto di una nutrita schiera di profughi ungheresi a Torino e addirittura di un reparto dell’esercito piemontese costituito da questi esuli. La documentazione storica è ricca e accurata e le immagini dell’epoca introducono piacevolmente il lettore nell’atmosfera ottocentesca aiutando l’immaginazione e l’immedesimazione con i personaggi. Così, oltre a riscoprire un passato che ci appartiene e che spesso dimentichiamo, possiamo meglio comprendere le difficoltà delle donne dell’epoca ad avere una vita sentimentale libera, il coraggio e la determinazione che dovevano avere per opporsi ai pregiudizi della mentalità corrente, le lotte sostenute per arrivare ad ottenere una pari dignità all’uomo sia in ambito familiare che lavorativo. Un libro che si legge tutto d’un fiato.

RECENSIONE DI DANIELA LOJARRO da anobii.com:

http://www.anobii.com/books/Gli_amori_della_contessa_Giulia/01738e5152ba0e180d/

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Published in: on 25 gennaio 2010 at 11:35  Comments (2)  

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2 commentiLascia un commento

  1. Ho letto questo romanzo tutto d’un fiato. A volte nei libri di scuola si parla di Risorgimento solo negli aspetti più salienti: in Gli amori della Contessa Giulia invece ho scoperto un periodo stupendo della nostra storia e dei personaggi che hanno molto dell’umano e poco degli eroi come siamo abituati a leggerli. Cristina ha suddiviso tutto per capitoli in base agli avvenimenti storici, calandovi dentro la storia d’amore dei due protagonisti alle prese con gli urgenti problemi da risolvere dal punto di vista politico. Forse per quanto il loro amore fosse profondo, la storia viva, i pericoli in cui sono incorsi e quant’altro hanno un po’ soffocato l’aspetto sentimentale. Interessante scoprire che alcuni dettagli sono venuti alla luce solo negli anni successivi al periodo di cui si racconta (come ad esempio chi fosse la vera spia inglese) e questo lo si deve alla minuziosa ricerca storica che Cristina ha fatto a monte. Un piccolo brivido alle ultime pagine quando una malelingua si mette di mezzo: lì ho temuto che qualcosa si rovinasse…ma per fortuna in una storia d’amore, il vero amore vince sempre! Tiziana

  2. Cara Tiziana,
    per prima cosa, hai ragione, i miei non sono rosa in senso stretto sia perché la parte storica prevale su quella amorosa sia perché i protagonisti sono personaggi reali e non inventati da me, però, sono talmente poco conosciuti che, se non mettessi la bibliografia finale, molte lettrici penserebbe che me li sono inventata, le mie sono per essere precisi biografie romanzate che è un sottogenere del romanzo storico…
    L’’idea per questo libro mi è venuta tuttavia da un romance classico che sfrutta storie vere cambiando solo qualche particolare: “Dove nascono i sogni” di Nina Beaumont che ho letto l’anno scorso… poi da lì mi sono chiesta se gli esuli ungheresi nella Torino del risorgimento fossero un’invenzione dell’autrice oppure ci fossero stati sul serio e ho cominciato le ricerche storiche vere e proprie…


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