LA DOPPIA IDENTITA’ DEL CONTE WILLIAM di Cristina Contilli

Dall’introduzione di Elisabetta Modena:
Con una penna agile l’autrice ci regala una storia che ha il sapore dell’avventura d’altri tempi, come lei stessa ha ammesso, riferendo di essersi ispirata ai libri di Salgari. In più, per offrire un approccio odierno alla vicenda, la stessa autrice ha inserito uno sfondo paranormale, dando vita a un paranormal romance. William, primogenito dei Burroughs, è costretto ad aggirarsi di notte dentro le mura del castello proprietà di famiglia perché tutti lo credono morto in guerra, ma la verità è che il fratello minore lo tiene nascosto per celare la sua maledizione: William è in realtà un licantropo. La maledizione imperversa sulla famiglia fin dal medioevo, colpendo i primogeniti; si è manifestata nel corso di ogni generazione, rendendola difficile da nascondere, fino all’epoca del romanzo in cui viene scambiata per una malattia “normale”, di probabile origine venerea. E, pur tuttavia, le tracce di William si perdono dopo il suo ricovero in un ospedale militare. Il destino vuole che l’istitutrice della figlia del conte Duncan Burroughs, Emma, s’innamori di William. Lui le rivela la verità e lei, impietosita e sinceramente innamorata, decide di aiutarlo a recuperare i documenti che attestano che lui è vivo. Carte alla mano, Duncan non può più negare l’evidenza e cede. William fa la sua rentrée nella vita reale: finge di tornare dalla guerra dopo essere stato miracolosamente curato, e Duncan dà la sua benedizione alle nozze tra William e Emma. Unica clausola: i due novelli sposi dovranno trasferirsi lontano dall’Inghilterra. Così accade. La seconda parte della vicenda si volge nelle Indie inglesi, un’ambientazione tipica dei romanzi d’evasione di Salgari. Qui il lettore incontra l’altro personaggio che dà il titolo al libro: una tigre che gli abitanti del posto credono sia la reincarnazione di un principe potente che, quando ritornerà in vita, vincerà gli inglesi scacciandoli dalla penisola. Il tema del licantropo è trattato in modo particolare: la trasformazione non avviene con la luna piena e il licantropo non si uccide con la lama d’argento, secondo gli stilemi della tradizione classica. William si trasforma in lupo mannaro, quando perde il controllo di sé, ma sembra dominare piuttosto bene questa sua maledizione dal momento che si trasforma in lupo poche volte nel corso della storia. Come già per i romanzi d’avventura alla Salgari o come per quelli paranormali oggi, anche questo romance trova il suo punto di forza nel mettere in scena una situazione romantica che si sviluppa, tra tensioni e colpi di scena, fino all’happy end finale, assicurando al lettore un sano svago e un paio d’ore di ottima compagnia.

EDIZIONI CARTA E PENNA http://www.cartaepenna.it/index1.html

Non male come prima esperienza paranormale della Contilli. L’unica pecca non aver descritto con più dovizia di particolari la trasformazione di William in lupo per aumentare la suspence nel lettore. Resta evidente la sua perfetta ricerca storica, nonostante questa volta i personaggi siano inventati, e i colloqui così ben delineati da essere sufficienti per evidenziare la vicenda. Non posso aggiungere altro perchè amando lo stile dell’autrice non sarei molto oggettiva….Consiglio Cristina nel ripetere l’esperimento e cercare di approfondirlo e consiglio ai suoi lettori abituali di non perdersi questa nuova opera!
Samanta

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Published in: on 31 maggio 2010 at 13:53  Comments (1)  

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  1. Grazie della recensione… ora vediamo come i lettori accoglieranno questa mia incursione nel paranormale!!!
    Cristina


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