Intervista alla scrittrice Silvia Scibilia sul suo ultimo romanzo…

 

 

In queste ultime settimane ho letto “6 in stand-by”, l’ultimo romanzo della scrittrice Silvia Scibilia che tratta un argomento attuale: cosa succede ad una giovane coppia con un bambino di 6 anni che va in crisi? Laura decide di mettere il marito Massimo in stand by per capire cosa fare di se stessa e del loro rapporto… capirà Massimo cosa sta passando Laura? E soprattutto come andrà a finire tra i due protagonisti?

Non voglio esagerare con lo spoiler, perciò, passo la parola all’autrice:

1)Ho letto tutti i tuoi romanzi e ho avuto l’impressione che tu sia cresciuta insieme ai tuoi personaggi: da Marianna che si divide tra lavoro, amiche e fidanzato in “Ghiacciolo con nutella” a Laura che si ritrova con un bambino di sei anni e un matrimonio che, pur senza essere scosso da gravi problemi, è comunque giunto ad un punto critico, ma tu oggi come ti senti, più Marianna, più Laura o tutte e due insieme perché Marianna e Laura rappresentano in fondo due fasi diverse nella vita di una donna?

Se Laura e Marianna sono diverse non è per caso. Quando decisi di scrivere un romanzo che trattasse la fine di un rapporto affettivo ho immaginato una donna molto sensibile e attenta alla propria interiorità, senza alcun desiderio di indipendenza, la cui perdita invece fa soffrire Marianna, soprattutto in Odio amare, sequel di Ghiacciolo con nutella. I miei personaggi hanno in effetti rappresentato due fasi diverse e contrastanti della mia vita, la maschera di indifferenza e freddezza dei miei vent’anni che mascheravano una timidezza cronica e le domande su che cosa volessi fare da “grande” alle quali ho dovuto rispondere dopo essere diventata ostaggio volontario della mia prima maternità e che hanno avuto risposta nella stesura di Ghiacciolo con nutella. Oggi sono una donna consapevole delle proprie potenzialità e dei limiti e che pertanto riesce a guardarsi e a osservare gli altri con obiettività.

2)Nel tuo ultimo libro “6 in stand by” la protagonista, Laura, si ritrova ad un certo punto insoddisfatta di se stessa e del proprio matrimonio e decide di prendersi una pausa per capire meglio cosa vuole davvero, come ti è venuta l’idea per questa storia e soprattutto per l’incipit del tuo libro?

Io penso che molte volte la crisi di un rapporto nasce da una momento di insicurezza personale, che di riflesso si allarga al partner ed è il motivo per cui prima di cercare soluzioni al di fuori della coppia andando alla ricerca di “altro”, bisogna guardare dentro se stessi. Nell’incipit Laura arriva a desiderare la morte di suo marito, è il momento in cui lei si rende conto che fare finta che i suoi sentimenti non siano cambiati è sbagliato, pertanto manda un sms a Massimo, da cui ho attinto il titolo 6 in stand-by, per informarlo della sua decisione. Lo fa in modo sbagliato sia perché non si può dire al proprio partner che lo si sta lasciando con un messaggio, sia per il tipo di comunicazione che non è nel suo stile. Si percepisce al contempo una richiesta di aiuto e una manifestazione di rancore verso Massimo, ambivalenze che fanno parte della personalità complessa di Laura.

3)Nel libro alterni il punto di vista di Laura con quello di suo marito Massimo, è stato difficile per te metterti nei panni di un uomo, entrare nei suoi pensieri?

Non molto, anzi è stato più complesso immedesimarmi in una donna che non ha autostima come Laura. Durante la stesura del libro prestavo molta attenzione agli uomini, ai loro gesti, al modo di parlare, al filo delle loro discussioni. Forse gli uomini sono più scontati di quel che credono visto che si sono complimentati con me per avere vestito bene i panni di un uomo.

4)Nel libro ci sono diversi salti temporali, si passa infatti da quando Laura e Massimo sono fidanzati fino alla crisi del loro matrimonio, è stato difficile per te a livello stilistico gestire questi salti temporali e come hai deciso la struttura da dare al tuo romanzo?

All’inizio volevo scrivere solo la parte riguardante il presente, man mano che scrivevo i personaggi hanno cominciato a suggerirmi il loro passato ed è stato quasi naturale incominciare una storia parallela. Dopo la fine del romanzo mi si è posto il problema su come unirli, se in ordine cronologico o alternando passato e presente, ho scelto la seconda opzione facendo in modo che si venisse a creare un effetto emozionale e temporale opposto (crisi presente-nascita dell’amore, crisi nel passato- riscoperta dell’amore).

4)Quanto influisce sull’insicurezza di Laura il fatto di non avere un lavoro?

Avrebbe influito molto se fosse stato un lavoro nel quale si sarebbe sentita realizzata, però nella realtà non sempre è così, anzi un lavoro poco soddisfacente in una persona come Laura avrebbe acuito ancora di più il senso di fallimento.
Personalmente penso che l’indipendenza economica nella coppia sia comunque importante per non sentirsi in balia dell’altro. Essere una casalinga nel nuovo millennio non è facile, sia perché si finisce per sentirsi un peso per l’altro sia perché c’è poca disponibilità da parte delle altre donne ad accettare che possa essere una scelta libera e consapevole.

http://www.anobii.com/books/6_in_stand-by/9788890575334/0118453de5ce0969b2/

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Published in: on 10 ottobre 2011 at 17:05  Comments (1)  

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