“La sindrome di Rubens” di Antonia Iolanda Cudil

LA TRAMA

Durante la visita al museo Thyssen Bornemisza di Madrid, Lidia si ferma a guardare un’opera di Rubens, vicino a lei c’è un giovane che pare affascinato quanto lei dal quadro. Un visitatore come un altro, uno sconosciuto da cui viene irresistibilmente attratta. Quello che fanno nel museo non è previsto, né logico ma è reale come la passione che li travolge. Lui non parla la sua lingua, le lascia solo un nome e un indirizzo mail. Non è il suo, è quello di un famoso professore di storia dell’arte, Matthias Sallmann. Il professore sostiene una teoria chiamata sindrome di Rubens che scatenerebbe i sensi di alcune persone, portandole a essere travolte dalla passione più sfrenata. Lidia pensa di esserne stata colpita e scrive a Sallmann per avere informazioni. Incontrerà così il professore ma anche lo sconosciuto del museo. Da loro imparerà a indagare le misteriose vie che legano l’eros all’arte.

IL MIO COMMENTO:

“Non sapeva nemmeno chi era, non sapeva nemmeno come si chiamava, l’ultima cosa che aveva pensato venendo ad ascoltare il suo dotto fratello era che avrebbe fatto l’amore con una sconosciuta: chissà che avrebbe detto Matthias se l’avesse saputo?”

Quando ho visto che questo romanzo aveva una lunghezza media ho deciso di iniziarlo subito… o meglio prima ho fatto una breve ricerca su google per vedere se la sindrome del titolo esiste veramente o era frutto dell’immaginazione dell’autrice… e così ho scoperto che esiste davvero e che i quadri e le sculture soprattutto quelli più sensuali come per esempio le opere di Rubens e di Canova possono realmente suscitare in chi le guarda delle fantasie erotiche e persino spingere due persone ad avere un breve momento di rubata intimità nella sala semivuota di un museo come accade ai due protagonisti di questo libro… Un romanzo erotico (per le scene hot che non mancano fin dai primi capitoli), ma anche rosa (per il finale che non vi svelo, altrimenti vi tolgo la curiosità di leggerlo) e infine un libro sul rapporto tra i quadri e chi li osserva e “se ne innamora” (la protagonista, Lidia, di professione fotografa, ama i pittori impressionisti tanto che a scatenare le sue fantasie non sarà un nudo di Rubens, ma uno sfumato paesaggio invernale di Sisley) scritto con uno stile scorrevole e a tratti ironico.

http://www.anobii.com/books/La_sindrome_di_Rubens/9781471629860/0154ae0aa57678ea06/

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Published in: on 1 aprile 2012 at 21:51  Comments (3)  

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3 commentiLascia un commento

  1. Assolutamente da leggere! Black.

    • A me è piaciuto… si legge in un pomeriggio perché è rosa,, ma è anche ironico… a parte l’ingenuità iniziale ossia il fatto che Lidia faccia l’amore proprio col fratello del professore che si occupa della sindrome che dà il titolo al libro… una coincidenza ad hoc di quelle che esistono solo nei romanzi (!!!) il resto è ben costruito… su anobii.com però non ha ancora avuto giro… d’altra parte è anche uscito solo da un paio di mesi…

  2. Grazie Cristina per il commento e per la velocità di lettura! Non me l’aspettavo e risolleva una giornata molto pesante 😉
    Antonia


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