USCITA LA ROMANCE MAGAZINE NUMERO 5

Speciale Narrativa – Mariangela Camocardi festeggia i suoi primi 25 anni di romance – Paola Picasso – Premio Romance

ROMANCE NEWS
DAL LIBRO AL FILM

SIMPLY ROMANCE: Notizie da oltre oceano
POESIA ROMANTICA Guida alla lettura – 5
PROTAGONISTE Paola Picasso
CELEBRAZIONI Il 25° di Mariangela Camocardi
PREMIO ROMANCE 2011
LUOGHI DI STORIA
IN TUTTE LE SALSE
GAZETTE DU BON TON
PARANORMAL ROMANCE Dal libro al fumetto
IL BELLO DELLE DONNE La posta delle lettrici

Racconti
A mezzanotte di Olivia Ardey
Il primo bacio di Giusy Berni
Chi cerca trova di Laura Castellani
Il giardino incantato di Adele Vieri Castellano
Per due giorni di libertà di Eleonora Cinti
Profumo di Zagara di Fabiola D’Amico
Ventunesimo piano di Laura Gay
Finzioni di Diego Lama
Un tocco magico di Simona Liubicich
L’asta di Isabella Montwright
Una donna tradita di Paola Picasso
Galeotto fu l’ascensore di Debora “Miraphora” Satta
You only live once di Serena Scuderi
Punti di vista di Irene Vanni
Fuoco nella notte di Elena Vesnaver

NELLA MIA RUBRICA “LUOGI DI STORIA” ANALIZZO IL ROMANZO DI STEFANIA AUCI “IL FIORE DI SCOZIA” (SAMANTA)

PER ACQUISTARLA: http://www.delosstore.it/delosbooks/scheda.php?id=40004

Pubblicato in: on 27 gennaio 2012 at 15:57  Lascia un commento  

ANIMA D’ASFALTO, di Magno, Absolutely Free Editore

L’animo di un ventenne, le fattezze di un quarantenne e un modo di approcciarsi alla vita divertente e sfacciato. Questo è Anima d’Asfalto, raccolta di racconti on the road di Magno. 

Ti permetterà di farsi conoscere in sella alla sua moto; durante un concerto rock; intento a sedurre qualche bella donna o, semplicemente, seduto al tavolino di un bar a fumarsi una sigaretta. 

Se ora Magno fosse con te, direbbe che hai tra le meni il libro giusto, visto che lo stai già leggendo.
E di certo concluderebbe con un: «Il caffè lo offro io. Buon viaggio».

RECENSIONE (Samanta)

A tratti freddo, distaccato e veloce, ma sentito e capace di segnare il cuore. Un racconto che sembra un diario, un continuo flusso di coscienza sospinto dai ricordi di infanzia, dell’adolescenza e della più recente gioventù di un ragazzo quasi quarantenne. Con un linguaggio quotidiano ed estremamente giovanile, Magno, il protagonista, riesce ad affrontare anche i momenti tristi e strazianti della propria vita, come la perdita dei genitori e, alla fine, dell’unica persona veramente amata. Il tutto, comunque, condito da tanto rock, concerti, folli nottate trascorse per strada e amicizie sincere…. Un romanzo diverso che racchiude anche dolci poesie e perle di saggezza, stillate con una certa vena ironica. Bello il colpo di scena sulla sua stessa personalità! Di nuovo i miei più sentiti complimenti alla casa editrice per aver osato con qualcosa di nuovo e allo scrittore per aver chiesto di lasciare il testo così “confusionario”, eppure lineare nella sua apparente follia…

PER ACQUISTARLO: http://www.ultimabooks.it/anima-d-asfalto

Pubblicato in: on 23 gennaio 2012 at 21:45  Lascia un commento  

IL TEMPO CHE VORREI, Fabio Volo, ed. Mondadori

“I’ll trade all my tomorrows for a single yesterday: cambierei tutti i miei domani per un solo ieri, come canta Janis Joplin.” È forse proprio questo il tempo che vorrei. Lorenzo non sa amare, o semplicemente non sa dimostrarlo. Per questo motivo si trova di fronte a due amori difficili da riconquistare, da ricostruire: con un padre che forse non c’è mai stato e con una lei che se n’è andata. Forse diventare grandi significa imparare ad amare e a perdonare, fare un lungo viaggio alla ricerca del tempo che abbiamo perso e che non abbiamo più. È il percorso che compie Lorenzo, un viaggio alla ricerca di se stesso e dei suoi sentimenti, quelli più autentici, quelli più profondi. Il nuovo libro di Fabio Volo è anche il più sentito, il più vero, e la forza di questa sincerità viene fuori in ogni pagina. Ci si ritrova spesso a ridere in momenti di travolgente ironia. Ma soprattutto ci si ritrova emozionati, magari commossi, e stupiti di quanto la vita di Lorenzo assomigli a quella di ciascuno di noi.

RECENSIONE (Samanta):

“L’amore è come la morte: non si sa quando ci colpirà. La morte non si può evitare, ma un controllo possiamo averlo: per esempio possiamo decidere il momento. L’amore no, non è possibile pianificarlo, non si può decidere di amare. Viviamo senza poter sapere quando la donna o l’uomo che ci sconvolgerà entrerà nella nostra vita”. Un romanzo ironico a tratti febbricitante, ma assolutamente profondo. Il viaggio di Lorenzo è quello più profondo che ogni essere umano possa intraprendere nella propria vita: imparare ad amare. Doloroso e pungente il rapporto con il padre, così complicato da apparire distruttivo fino a quando, improvvisamente, lui, figlio, inizia a capire che l’affeto non espresso a volte può essere più profondo di quello esternato. Un percorso silenzioso e meticoloso che si accompagna alla ferma decisione di riconquistare Federica, l’unica donna che abbia mai amato e alla quale non è riuscito a dimostrarlo…. Un finale ” quasi” a sorpresa, una meravigliosa catarsi che ci rende partecipi di un viaggio tanto comune a molti di noi. Un bellissimo romanzo, condito da un linguaggio sciolto e veloce, arricchito dallo slang di oggi…Adatto ai più giovani, ma anche alle persone adulte…Sfido chiunque a non riuscire a ridere o piangere nel leggerlo!

PER ACQUISTARLO: http://www.ibs.it/code/9788804592389/volo-fabio/tempo-che-vorrei.html

Pubblicato in: on 20 gennaio 2012 at 15:38  Lascia un commento  
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esce IL SEGNO DELL’UNTORE di Franco Forte, ed. Mondadori


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Milano, anno del Signore 1576. Sono giorni oscuri quelli che sommergono la capitale del Ducato. La peste bubbonica è al suo culmine, il Lazzaretto Maggiore rigurgita di ammalati, i monatti stentano a raccogliere i morti. L’aria è un miasma opaco per il fumo dei roghi accesi ovunque.

In questo scenario spettrale il notaio criminale Niccolò Taverna viene chiamato a risolvere due casi: un furto sacrilego in Duomo e un brutale omicidio. Chi ha assassinato il Commissario Inquisitoriale Bernardino da Savona? E perché? E chi ha rubato il candelabro di Benvenuto Cellini dal Duomo?

La figura del notaio criminale che si muove nel suggestivo scenario della Milano del 1500, dominata dalla Corona di Spagna e minacciata dalle continue epidemie di peste, è alla base del romanzo Il segno dell’untore di Franco Forte (Mondadori, in libreria dal 17 gennaio 2012), che ha per protagonista il giovane magistrato Niccolò Taverna nella capitale del Ducato nel 1576.

Il comunicato stampa

Investigatore astuto, intelligente, grande osservatore di particolari che sfuggono a inquirenti e criminali, Niccolò Taverna si trova a dover risolvere difficili casi di omicidio in un clima di tensione tra il Governatore della città, il potere clericale, rappresentato dalla figura dell’arcivescovo Carlo Borromeo, e la Santa Inquisizione spagnola, che vede nell’arcigna figura di Guaraldo Giussani il suo nume tutelare.

Nel primo romanzo delle indagini di Niccolò Taverna, questo straordinario personaggio che sfrutta tecniche investigative a volte sorprendentemente moderne, per quanto perfettamente calate nel contesto storico in cui si muove (e ben documentate dall’autore) si muove in un mondo ricostruito alla perfezione, facendo compiere al lettore un vero e proprio salto all’indietro nel tempo di quasi 500 anni, in una Milano in cui, sullo sfondo del Duomo ancora in costruzione, delle colonne di fumo che si sollevavano dai fopponi, le fosse comuni in cui si bruciavano i morti di peste, dei conflitti di potere tra Stato e Chiesa, la criminalità dilaga incontrastata e stupri, furti e omicidi sono pratiche all’ordine del giorno.

Quella che Niccolò deve seguire è un’indagine incalzante, con lo spettro incombente della Santa Inquisizione che incombe ovunque, per risolvere un caso di omicidio che potrebbe dimostrarsi molto pericoloso. Lo stesso arcivescovo Carlo Borromeo pare implicato, così come le più alte cariche della Corona di Spagna e della Santa Sede. Per non parlare dell’ordine degli Umiliati, che il Borromeo ha cancellato e che già una volta ha cercato di uccidere l’arcivescovo di Milano.

Sfruttando le sue straordinarie capacità investigative e le tecniche d’indagine dell’epoca, il Notaio Criminale Niccolò Taverna cerca di venire a capo di questi due intricati casi, che rischiano di compromettere la sua carriera e la sua stessa incolumità. Pur sostenuto da un intuito eccezionale, è costretto a combattere contro troppi nemici, tutti troppo potenti: pericolosi assassini, la Santa Inquisizione, la peste, i cui artigli ghermiscono proprio chi Niccolò ha di più caro.

Per il più abile Notaio Criminale di Milano la sfida è aperta e la posta in gioco è alta: la propria carriera e la propria incolumità. Oltre all’amore per una fanciulla nei cui occhi ha l’impressione di annegare.

Un thriller straordinario, che non concede soste al lettore, sostenuto da una rigorosa ricostruzione storica.

L’autore

Franco Forte nasce a Milano nel 1962. Giornalista, traduttore, sceneggiatore, editor delle collane edicola Mondadori (Il Giallo Mondadori, Urania e Segretissimo), ha pubblicato i romanzi Roma in fiamme, I bastioni del coraggio, Carthago, La Compagnia della Morte, Operazione Copernico, Il figlio del cielo, L’orda d’oro — da cui ha tratto per Mediaset uno sceneggiato tv su Gengis Khan –, tutti editi da Mondadori, e La stretta del Pitone e China killer (Mursia e Tropea). Per Mediaset ha scritto la sceneggiatura di un film tv su Giulio Cesare e ha collaborato alle serie “RIS — Delitti imperfetti” e “Distretto di polizia”. Direttore delle riviste Romance Magazine (www.romancemagazine.it) e Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it), ha pubblicato con Delos Books Il prontuario dello scrittore, un manuale di scrittura creativa per esordienti giunto alla settima edizione. Il suo sito è http://www.franco-forte.it/home/

IL PRIMO CAPITOLO:

Il segno dell’Untore

L’incipit del nuovo romanzo dell’autore di “Roma in Fiamme” e “Carthago”.

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CAPITOLO PRIMO

12 agosto 1576

Ora prima

1

La prima cosa che Niccolò Taverna sentì fu l’odore. Il lezzo greve dei corpi che bruciavano nei fopponi, le grandi fosse comuni scavate in città e nelle campagne, veri e propri varchi per l’inferno che ardevano senza sosta, ma che non sembravano mai sufficienti per accogliere i morti che riempivano le strade.

Niccolò si agitò nel suo giaciglio, cercando di tenere gli occhi chiusi per non svegliarsi, ma dopo l’odore furono i suoni ad aggredirlo, e la nausea gli strinse la bocca dello stomaco. Si portò le mani sugli orecchi: tutto inutile. Quelle grida, quei pianti, quelle urla isteriche ormai campeggiavano nella sua mente da giorni, e non sarebbe bastato quel gesto a cancellarli.

Trattenendo un gemito si mise seduto sul bordo del letto, poi aprì gli occhi e guardò dall’altra parte della stanza, dove Anita aveva trascorso gli ultimi giorni con lui, rantolando sul pavimento.

Era ancora tutto come prima, come quando i monatti erano venuti a portargli via sua moglie.

Niccolò sapeva che avrebbe dovuto sbarazzarsi degli stracci, delle coperte e della paglia intrisi di umori infetti che avevano fatto da giaciglio ad Anita. Avrebbe dovuto bruciare tutto, come imponevano le ordinanze del tribunale di Sanità e le gride del governatore stesso, che tentavano disperatamente di arginare con quelle misure il dilagare della peste, ma sapeva anche che se l’avesse fatto di Anita non gli sarebbe rimasto più niente. Niente oltre al ricordo del suo viso pallido, dissanguato dalla malattia, le pustole e i bubboni gonfi, il terrore negli occhi, velati della follia che si impadronisce della mente quando la morte arriva a soffiarti nelle nari.

Niccolò si passò le mani sul viso e provò a respirare a fondo, ma il suo corpo si rifiutava di inalare l’olezzo rancido di cui era impregnata la casa e che filtrava dalle imposte, insieme alla finissima cenere in sospensione che nelle ultime settimane aveva ammorbato l’aria di Milano. “Cenere di corpi bruciati…”

Il pensiero gli acuì la sensazione di malessere nello stomaco, e si sorprese di non essersi ancora abituato alla vista di tante persone gettate nelle fosse comuni, perché le fiamme purificassero la malattia che le aveva rese irriconoscibili.

Ma poi si costrinse a dilatare le narici e a raccogliere aria nei polmoni, e quel gesto fu determinante per costringerlo ad alzarsi e dirigersi all’armadio, dove prese i vestiti e si preparò in fretta per uscire.

Mentre indossava le calzebraghe e una camicia di cotone con polsi e colletto arricciati, ripensò ai casi che aveva ancora in sospeso. Avrebbe dovuto agire in fretta ma con tatto e discrezione, perché la gente non avrebbe capito le necessità del suo incarico di notaio criminale e non sarebbe stata propensa a seguire le disposizioni di legge e a sottoporsi agli interrogatori necessari alle sue indagini.

Niccolò sospirò e si allacciò in vita la cintura con i ganci per lo sfondagiaco d’ordinanza, la borsa con i denari e gli strumenti del suo mestiere. Ai piedi calzò morbidi mocassini di cuoio realizzati dagli artigiani di Porta Vercellina, dono di suo zio Matteo Taverna, cugino di terzo grado del grande Francesco, che era stato uno dei più illuminati governatori della capitale. Lui non avrebbe mai potuto permetterseli. Il suo stipendio di magistrato gli bastava appena per sopravvivere e per pagare l’esorbitante affitto mensile che il proprietario del palazzo chiedeva per la sua stanza, soprattutto dopo che Anita si era ammalata e lui si era lasciato abbindolare da guaritori senza scrupoli, che lucravano sulle sofferenze della gente.

Quando fu pronto lanciò un’ultima occhiata alle cose di Anita, ammassate in un mucchio disordinato, e si disse che non poteva più rimandare. Sebbene il lavoro lo reclamasse, doveva prima trovare sua moglie e scoprire se anche lei era diventata parte della nube di cenere che gravava su Milano. O se era ancora preda dei diavoli che le scavavano tane dolorose nel corpo e nell’anima.

Varcò deciso la porta della stanza e si lanciò lungo le scale, tremando all’idea di ciò che lo aspettava.

«Benedetto ragazzo, dove corri con tanta furia?»

Svoltando l’ultima rampa, Niccolò aveva quasi travolto una donna grassa che stava salendo lentamente i gradini, sbuffando e tenendosi aggrappata al corrimano.

«Zia Ofelia…» si scusò imbarazzato. «Sto andando da Anita. Ma lei…» scosse la testa, senza aggiungere altro.

«Vuoi che ti accompagni? Che ti prepari qualcosa per lei?»

«No, grazie, non ce n’è bisogno» rispose Niccolò cercando di allontanarsi.

Zia Ofelia lo fermò con una stretta poderosa. «Aspetta, portale una di queste» disse indicando la cesta che teneva al braccio. «Le ho preparate con le mie mani. Sono sicura che la povera Anita ne trarrà giovamento.»

tratto da: http://www.fantasymagazine.it/anteprime/16123/il-segno-dell-untore/

PER LEGGERE LA MIA RECENSIONE: http://blog.libero.it/Bookpreview/10980193.html

SAMANTA

Pubblicato in: on 15 gennaio 2012 at 21:08  Lascia un commento  

auguri a PAOLA CALVETTI!!!!

La biografia di Calvetti Paola
Giornalista, ha lavorato nella redazione milanese di La Repubblica; dal 1993 al 1998 ha diretto l’Ufficio Sttampa del Teatro alla Scala e attualmente è direttore della Comunicazione del Touring Club Italiano. Ha scritto soggetti, sceneggiature e realizzato servizi televisivi per la trasmissione Mixer di Rai Due, ha vinto il Primo Premio al Fipa di Cannes. Ha pubblicato saggi per il Teatro alla Scala e curato il volume Riccardo Muti, dieci anni alla Scala. Finalista al Premio Bancarella con il romanzo d’esordio, L’amore segreto,i cui diritti sono stati acquistati da Rai Cinema e da Urania Film e tradotto in dodici Paesi. Nel 2000 ha pubblicato L’Addio edito da Rizzoli e tradotto in diverse lingue. Nel 2004 è uscito per Bompiani Né con te né senza di te, giunto alla quinta edizione in quattro mesi. Noi due come un romanzo è del 2009. (fonte wuz)
GLI ULTIMI DUE ROMANZI:
Cara sorella
Alessandro, un giovane uomo che si trova in vacanza in Puglia insieme a due amici, Alberto e Sarita, racconta in una lunga lettera le sue impressioni di viaggio alla sorella laia. Da Polignano a Ostuni, da Brindisi a Bari, si compone davanti agli occhi degli amici l’affresco di un’Italia affondata nel passato, tra ricordi e sorprese: le madonne sulle soglie delle case, i trulli accecati dal sole, carichi di infanzie mitiche trascorse sullo sfondo di scenari che il Nord non conosce. E all’orizzonte, personaggi anomali, come lo scemo del paese che buca tutte le barche, o l’incendio del Petruzzelli, oppure antichi gesti come quelli che presiedono la preparazione della salsa di pomodoro, accompagnati dalle storie narrate con allegria conviviale dalle donne. Visioni, suoni forse già lontani. E mescolandosi i ricordi alla realtà, si apre uno spazio per la rievocazione della storia d’amore infelice di Sarita, e per il racconto, dapprima per gradi inappariscenti, dell’intesa e dell’attrazione sottile che si stabilisce fra Alessandro e Alberto. Perché nessuno come Alessandro può aprire davvero il suo cuore alla sorella laia. La lunga lettera è il frutto della comunicazione speciale, irripetibile che lega da sempre i due fratelli. Una comunicazione dello spirito, un esserci dell’uno per l’altra, stretti in una confidenza totale che è d’amore, di ricordo e nostalgia al tempo stesso. E il finale ritorno a Milano non potrà che cambiare la vita di ognuno di loro
Noi due come un romanzo
Emma sta per raggiungere la fatidica soglia dei cinquanta, ha un figlio adolescente, un ex marito e una brillante carriera, quando decide di rivoluzionare la sua vita – e quella di molti altri. Nei locali avuti in eredità da una zia, nel cuore di Milano, apre una libreria: si chiama “Sogni&Bisogni” e venderà solo libri d’amore… “Sogni&Bisogni” diventa presto il rifugio e il luogo d’incontro per una folla di personaggi: da Alice, trentenne e vivacissima aiutante libraia, a Gabriella – l’amica di sempre, il cui marito commercialista è il Nemico Fedele che veglia sui progetti di Emma ai tanti lettori, uomini e donne, giovani e anziani, che portano le loro vite fra i libri e così ne trovano di nuove. Ma, soprattutto, è grazie alla libreria e a una fatale coincidenza che Emma ritrova Federico, il grande amore della sua giovinezza.
SONO TANTI I ROMANZI DELLA CALVETTI E TUTTI CHE COLPISCONO IL CUORE (ALMENO PER ME E’ STATO SOLO COSI’) SAMANTA..PER ACQUISTARLI:
http://www.ibs.it/libri/calvetti+paola/libri+di+paola+calvetti.html
IL SUO BLOG:
http://blog.librimondadori.it/blogs/calvetti/tag/paola-calvetti/
Pubblicato in: on 10 gennaio 2012 at 09:58  Lascia un commento  

IL DIARIO DI COZETTE di Amanda McIntyre (Harmony Passion)

69- 1875

 

Il mio nome è Anne Cozette Bennett e questo è il mio diario. Ho vissuto in un mondo oscuro e peccaminoso, ho conosciuto nobili e donne di malaffare, ho molto amato e molto goduto. E queste sono le mie avventure…

Passata dalla vita in un bordello al lavoro come domestica presso una nobile famiglia, Cozette apprende ben presto che la passione non conosce confini e non bada né alla ricchezza né alla posizione sociale. Ma se il desiderio è semplice da capire e da appagare, i segreti del cuore non sono altrettanto facili da decifrare.

Davanti al richiamo dei sensi tutti gli uomini sono creati uguali, ma in amore nessuno è come Cozette!

Nella Londra della seconda metà dell’ Ottocento, una fanciulla esuberante, passionale e indipendente si lascia guidare dall’istinto alla scoperta dei sensi. Nel proprio diario narra le sue peripezie, i suoi incontri, i suoi amori.

RECENSIONE: Un romanzo passionale che comunque non dimentica di narrare la ricerca dell’amore sentimentale. Cozette, giovane adolescente, rimasta sola, viene cacciata di casa anche dalla zia che l’aveva presa in carico, da questo momento la sua vita sarà un continuo peregrinare e una lotta quotidiana per il sostentamento. Durante le sue peripezie scoprirà il piacere della passione dovuta all’unione fisica e allo stuzzicare l’uomo del momento. Eppure non dimentica Ernest, il suo primo ragazzo, che le aveva promesso di raggiungerla, ma senza mai farsi vivo. Bello il finale a sorpresa e non solo per la giovane protagonista, ma anche per la sua signora Lady Archimbald…Insomma una lettura stuzzichevole!

http://www.eharmony.it/Romanzi/Passion/Passion-marzo-2009/IL-DIARIO-DI-COZETTE

Pubblicato in: on 9 gennaio 2012 at 21:42  Lascia un commento  

Fieno e carote di Samanta Catastini

LA TRAMA:

Clarissa viene trascinata dall’amica Noemi a una festa in un bell’allevamento di cavalli Quarter Horse dove attirerà le attenzioni di Antonio, l’affascinante e ricco proprietario della struttura. Deciderà di assecondare le sue avances solo per poter rivedere Edera, una cavalla ormai avanti con l’età e addirittura zoppa, ma bella come una puledra. Durante una fiera equestre conoscerà Dante, un maniscalco, che la supporterà nella sua folle decisione di salvare Edera da un triste destino. Inizierà una forte amicizia, condita dalla stessa passione per gli animali e da un futuro progetto da sviluppare in comune.

IL MIO COMMENTO:

Un libro breve e avvincente che ho cominciato per curiosità e ho finito in un pomeriggio perché la storia anche se semplice e lineare mi ha coinvolta davvero molto in quanto traspariva dalle pagine tutto l’amore dell’autrice per gli animali e in particolare per i cavalli.
All’inizio la protagonista Clarissa è abbastanza lontana dal mondo “agonistico” dei cavalli, poi, andando ad una cena con un’amica, conosce Antonio, ricco e, secondo la sua amica Noemi, affascinante allevatore di cavalli e soprattutto conosce una cavalla di nome Edera che essendo rimasta zoppa non può più gareggiare nell’ambito del reining e verrà destinata a essere una “fattrice”.
Clarissa non è però interessata ai soldi di Antonio né al mondo delle gare, perché per lei i cavalli sono creature viventi con le loro emozioni e anche le loro sofferenze e l’idea che finita la loro carriera sportiva o divenuti troppo vecchi possano finire sul banco di un macellaio la fa inorridire.
E sentimenti simili prova anche Dante un maniscalco che lavora per diversi allevamenti tra cui anche quello di Antonio…
Non vi racconto altro per non esagerare con lo spoiler, aggiungo solo che mi hanno colpito in questo romanzo la sensibilità estrema di Clarissa e anche il fatto che l’autrice abbia nelle parti in corsivo dato voce alla cavalla Edera: un espediente narrativo originale ed efficace che fa entrare anche il lettore nei pensieri di quella che in fondo si può considerare la vera protagonista di questo libro.

Pubblicato in: on 3 gennaio 2012 at 19:10  Lascia un commento  

CHI VOGLIO SEI TU di Mariangela Camocardi, ed. I romanzi Mondadori

Non sapeva di corteggiare
la sua futura moglie

Per volere delle famiglie, il nobile e spiantato Falco Bini Aldrovandi è ufficialmente fidanzato con Abigail Davini. Ma il suo cuore appartiene a Malya, la misteriosa ed esotica danzatrice del Venus, rinomato café-chantant di Stresa. Quello che però Falco non sa è che l’irreprensibile e scialba Abigail, nel frattempo, si è segretamente trasformata in sciantosa per rimediare agli ingenti debiti contratti dal padre, non aspettandosi di riscuotere un successo così clamoroso tra i frequentatori del Venus. E tanto meno di venire corteggiata dal suo fidanzato…

LINK: http://blog.librimondadori.it/blogs/iromanzi/2011/11/28/romanzi-986-mariangela-camocardi-chi-voglio-sei-tu/

RECENSIONE: Mariangela sa sempre puntare dritto al cuore, disegnare donne forti e indipendenti pur vivendo in epoche passate. Abigail porta avanti le sue due identità con maestria pur rimanendo legata ad un unico uomo: Falco, il suo promesso sposo. La sciantosa Malya riesce a conquistare il cuore di questo giovane uomo della bella società mentre Abigail sembra essere inesistente ai suoi occhi… Ma le donne hanno risorse infinite e Mariangela le conosce così bene da narrarle con assoluta disinvoltura tanto che arriviamo in fondo al romanzo senza neppure ricordare dove sia avvenuto il mutamento, quando Falco si sia accorto di chi è veramente sua moglie…..Ottima lettura! I miei complimenti per la scelta del periodo storico poco trattato ancora nella letteratura rosa…(Samanta)

Pubblicato in: on 29 dicembre 2011 at 15:43  Commenti (1)  

QUESTO NATALE FAI SHOPPING SU IBS…PROMOZIONE IN CORSO!

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Pubblicato in: on 22 dicembre 2011 at 22:36  Lascia un commento  

RITRATTO INCOMPIUTO, di Aghata Christie, Bestsellers Mondadori

Ritratto incompiuto

Rimasta senza le tre persone che più amava al mondo la madre, il marito e la figlia -, Celia sta pensando seriamente al suicidio quando, su un’isola lontana, incontra Larraby, famoso ritrattista. Tra i due scatta subito un’intesa speciale e Celia gli confessa quanta paura abbia di concedersi una nuova possibilità di essere felice accanto a qualcuno, ma anche quanto la terrorizzi l’idea di vivere da sola. Riuscirà Larraby a far accettare a Celia il suo passato e a convincerla a guardare verso il futuro? Uno scorcio toccante dell’animo umano colto nei suoi aspetti più fragili e una storia densa di emozioni, in cui la Westmacott, pseudonimo di Agatha Christie, da grande attrice, si dimostra capace di interpretare se stessa, scavando a fondo negli argomenti più intimi e nevralgici della sua vita.

RECENSIONE:

Delicato e profondo al tempo stesso questo ritratto quasi banale della vita di Celia (nome immaginato dall’io narrante) che arriva dritto al cuore del lettore. Una donna alla ricerca di risposte che sembrano non trovare soluzione fino a quando non incontra per caso il ritrattista Labarry che, semplicemente ascoltandola, la libera di un pesante fardello. Una specie di psicoanalisi tra due amici che alla fine si rendono conto di aver solo passato una notte insieme parlando, senza sapere neppure i loro rispettivi nomi. Davvero un perfetto ritratto incompiuto che è finalmente pronto a trovare il proprio compimento….

 

http://www.ibs.it/code/9788804602248/westmacott-mary/ritratto-incompiuto.html

Pubblicato in: on 18 dicembre 2011 at 22:00  Lascia un commento  
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